Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/35

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xxxvi prefazione

quando suonano le grida lamentevoli dei figli uccisi dalla madre snaturata (1271):

i figli


Ahi, che farò? Dove trovare scampo
dalle man’ di mia madre?

coro


Odi la voce dei pargoli, odi?
Misera donna, donna sciagurata!
Entrerò nella casa? Oh, dalla morte
salvar devo i fanciulli!

i figli


Sí per gli Dei, salvateci! Sbrigatevi!
 Già del ferro alle reti siam vicini!


E che cosa fa il coro? Accorre? — No. Filosofeggia, e, per associazione d’idee, rievoca la storia d’Ino, che uccise anch’ella i suoi figliuoli:


Misera, dunque sei pietra, o ferro,
che la progenie, da te concetta,
dei tuoi figliuoli, tu stessa uccidi?
D’un’altra donna, d’un’altra ho udito
che sopra i figli gittò le mani:
d’Ino, che i Numi resero folle,
quando errabonda, da le sue case
lei la consorte di Giove spinse.
Piombò la misera nel mare, e ai figli