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Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II.djvu/261

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258 ESCHILO


Queste le offerte ch’io ti faccio. Beni
largire e averne, onori aver, partecipe
di questo sacro suol diletto ai Numi.

CORO


Antistrofe II
Questo da me si tollera,
da me, vetusta Diva! E, ahimè, di questa
terra, impunita la sozzura resta!
Spirerò la mia furia, la mia collera.
Ahimè, ahimè, sciagura,
quale tortura
pènetra il fianco mio!
O madre Notte, il mio furore ascolta.
Gli onori a me dovuti, antica Diva,
invincibile frode or me ne priva.

ATENA


Mai stanca mi farà parlarti il bene:
dir non potrai che tu, vetusta Diva,
spregiata da me giovine, e dal mio
popolo, vai da questo suolo in bando.
Ma, se pur tu la Dea Suada veneri,
che dal mio labbro col suo miel ti molce,
resta fra noi. Ché se restar non vuoi,
giusto non è che l’ira tua su Atene
piombi, né il danno od il furor sul popolo:
ch’esser tu puoi di questo suol partecipe
direttamente, e onore aver perenne.