Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) III.djvu/93

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
90 EURIPIDE

teseo
Vedete, o Adrasto e argive donne, i figli
che nelle mani recano le salme
dei padri lor, da noi recuperate.
Dono a voi ne facciamo Atene ed io;
e voi memori sempre esser dovete,
del favor che impetraste, esserne grati,
e ciò ch’io dico a voi, ridire ai figli:
che venerino Atene, e la memoria
trasmettano del ben che qui trovaste,
di figlio in figlio. E Giove consapevole
e tutti i Numi dell’Olimpo sono
dei benefici onde l’onor qui aveste.
adrasto
Consci siamo, Tesèo, di tutto il bene
ch’ebbe da te, quando bisogno piú
ne avea, l’argiva terra. Eternamente
grati saremo a te: voi generosi
foste: e rimeritarvi, obbligo è nostro.
teseo
Altro ufficio da me v’occorre ancora?
adrasto
Salute! Atene e tu degni ne siete.