Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) VI.djvu/94

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ANDROMACA 91

e poi che tu l’avrai sepolta, vieni
al cavo speco dell’antica rupe
di Sepia, e siedi, e aspetta, infin ch’io giunga
dal pelago, e con me la schiera adduca
che guida a te sarà, delle cinquanta
Nerèidi: quello che il destino segna
per te, devi compir: Giove lo vuole.
Dal crucciarti pei morti ora desisti:
ché questa legge i Numi a tutti gli uomini
imposero: morire: e morir debbono.

peleo

O veneranda, o nobile mia sposa,
o figlia di Nerèo, salve. Ben degno
è ciò che fai, di te, della tua stirpe.
Desisterò, poiché tu, Dea, l’imponi,
dal cruccio: e quando avrò costui sepolto,
andrò del Pelio negli anfratti, dove,
t’ebber le braccia mie preda bellissima.
Ora non deve, chi ben sa, figliuole
di nobili sposare, e dare a nobili
le proprie, e non bramar mogli volgari
anche se in casa ricca dote portino?
Escono tutti.

coro

Spesso trasmuta quanto oprano i Dèmoni
e inaspettati eventi i Numi compiono;
e a quel che s’attendea negarono esito,
e all’inatteso aprîr tramite agevole.
E tale fu di questo evento il termine.