Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) I.djvu/102

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965-980 AIACE 75

tecmessa
Verso il giogo servil moviamo, o figlio:
quai padroni su noi volgono il ciglio!
coro
Quale ferocia dicesti ineffabile
degli Atrídi inumani,
in cosí grande angustia!
Un Dio pur l’allontani.
tecmessa
Pur, tutto avvenne per voler dei Superi.
coro
Il male sopra voi troppo aggravarono.
tecmessa
Tale cordoglio la tremenda inflisse
Pàllade a noi, per compiacere Ulisse.
coro
Certo, nell’animo negro l’oltraggia
l’uomo dai molti raggiri,
e ride, ahimè, di riso inestinguibile,
per questi dogliosi deliri;
e la nuova n’apprende, e seco ride
e l’uno e l’altro Atríde.