Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) II.djvu/110

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Sofocle-30.png



Se noi volgiamo le forze evocatrici del nostro spirito all’«Edipo a Colono», su lo schermo della fantasia vediamo prima disegnarsi il gruppo del cieco Edipo e della pietosa Antigone. Ma, quasi simultaneamente, dietro le loro immagini si compone un meraviglioso paesaggio.

La configurazione generale ne è data da poche efficacissime parole di Antigone al vecchio padre:

          È sacro questo luogo, e florido
tutto d’allori, pampani ed ulivi;
e fittissimi dentro vi gorgheggiano
i rosignoli.

Il primo piano è roccioso. Edipo siede fin da principio sopra una scabra roccia, e, quando se ne allontana, si trova, dopo pochi passi, ad un altro margine di rocce sporgenti. E in fondo, lontano, si vedono le torri d’una città: Atene.

Ma la parete di alberi che fa da cortina, nasconde un bosco orrido insieme e meraviglioso, i cui particolari, via via, attraverso le parole dei personaggi, si disegnano nitidissimi alla fantasia degli ascoltatori.