Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) II.djvu/187

Da Wikisource.
184 SOFOCLE 925-938

edipo
925Svergognate parole! Oserai mettere
su me le mani?
creonte
 Taci, io te lo impongo.
edipo
Deh, queste Dive29 muto non mi rendano
a quanto ancora impreco a te, che l’occhio
debole30 agli occhi miei d’un tempo aggiunto
930via mi strappasti con la forza, o perfido.
A te stesso, per questo, alla tua stirpe,
il Nume dia che tutto vede, il Sole,
vita pari alla mia negli ultimi anni.
creonte
Di questo suol vedete, o abitatori...
edipo
935Me, te vedono; e pensano, che a fatti
sono offeso, e a parole mi difendo.
creonte
Piú lo sdegno non freno; a viva forza
lo condurrò, sebbene solo e vecchio.