Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) II.djvu/250

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ANTIGONE 247

schiera di fanciulle che pubblicamente le manifestano la loro simpatia.

Quanto alla forma, sono da rilevare certi strascichi di anapesti, che tengono dietro, via via, al secondo, al terzo e al quarto canto intorno all’ara, e servono, ciascuna volta, ad annunziare un nuovo personaggio che arriva. È una tecnica che sostanzialmente troviamo anche in Eschilo. Qui però è usata con una costanza e con un effetto speciale. Gli episodii si svolgono, i canti seguono l’uno all’altro, diversi di contenuto e di forma. In mezzo alla loro varietà, queste serie anapestiche, uniformi e quasi monotone, si allacciano idealmente l’una all’altra, come un filo rosso, ed evocano alla fantasia degli spettatori le originali evoluzioni del coro, in tempo di lentissima marcia.

Pel successo dell’«Antigone», Sofocle fu eletto, per voce di popolo, fra gli strateghi della spedizione di Samo. Questa notizia, che possiamo ritener sicura, ci permette di fissare, con grande approssimazione, la data della tragedia: poco prima del 400. I lettori non devono poi stupire troppo di questa nomina; perché gli strateghi non si occupavano soltanto di spedizioni belliche, bensì trattavano la politica estera, ricevevano ambasciatori, li introducevano nell’Assemblea, organizzavano corteggi religiosi: tutti uffici nei quali anche un poeta può fare la sua brava figura.

Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II-74.png