Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/177

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pena 171


— Figliolo mio; — perciò presto scade l’onor virile per la adultera moglie. Deh, quante cose dona la donna al suo adultero delle fatiche del marito! E pure, astuta, fenge essere la figliola di Peneo, moglie di Dullo romano, matre di Grachi, figliola di Pitagora, anzi figliola di Costo, re di Alessandria, castissima. Perciò al povero marito ogni ora crescono gli affanni per cagion di quella che notrica; nondimeno altrui ardisse di casticarla! Perciò, o amogliati, avertite a’ casi vostri, spezialmente avendo la moglie bella. Benché la bella moglie gli è un tempio edificato sopra di un vil loco, secondo Socrate, overo gli è la confusione del marito, gli è l’insaziabil animale, gli è il continuo fastidio, gli è la guerra senza fine, gli è il danno cottidiano, gli è l’impedimento di contemplazione e naufragio del marito lusurioso, overo gli è il vaso d’adulterio, gli è la periculosa bataglia, gli è il gravissimo peso, ed è quel aspide insaziabile! Deh, Dio! che cosa debbio dire di quella, la quale nisuna cosa onesta può riprendere nè ritenere da l’errore, la quale nè la acerbitá del peccato, nè la sua gravezza la fa essere timorosa, anzi la intemperanzia la fa audace? Perciò dico che tal donna per natura è senza discrezione. Né vi meravigliate, o maritati, che ciò di voi io dica, perché io trovo che apresso gli antichi romani molti e molti anni è stata occulta la malignitá di sue matrone: imperò, conosciuta che fu, subito nacque sopra loro la legge: perciò leggesi essere decapitate centottanta publicamente. Né crediate, o donne, che ciò io cavo da la mia testa; ma leggete Euripide, Esiodo e Menandro, greci autori: trovarete le mie parole essere un recitar di loro sentenzie. Imperò Menandro, scrivendo il fatto vostro, per consolarvi dice: «La donna nel suo albergo essere a l’uomo una tempesta». Altrove: «La natura muliebre è cosa senza fede». Altrove: «La donna gli è la vita breve a l’uomo». Altrove: «Meglio è di sepelire la donna che averla per sua moglie, perché la donna gli è per natura non so che sontuoso». Altrove: «La donna altro non conosce, salvo quello che ella vòle; la donna simiglia alla donna, perciò donna è donna, e donna è donna». Altrove dice: «La mala donna gli è il tesoro d’ogni male». Altrove: «La donna gli è