Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/234

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
228 iii - il libro della bella donna


lato attraversando, avemmo solazzo e diporto assai; e, calando alla marina il gran pianeta, con grassa e molta preda se ne ritornammo al nostro alloggiamento. Dove, poiché e noi e i cavalli e i falconi furono con buon governo riposti, l’apprestata cena si scoperse di subito; e, cenato che noi tutti avemmo, s’accostammo al fuoco, e, recate da’ famigliari le sedie, a sedere vi si ponemmo al dintorno, dove, ragionate venticinque parole in materia della caccia e de’ falconi, il signor dottore levossi in piedi e disse cosí: — Conciosiaché ’l giorno sia da noi, signori, stato, come deliberammo, ispeso, e, egli passato, abbia dato ritorno la notte, io direi che la nostra bella donna non si lasciasse, ma che incominciassemo oggimai a prendere i pennelli nostri ed i nostri colori, accioché ispendessimo anco, se non tutta, almeno parte della presente notte, secondo l’ordine dato e la commune nostra deliberazione. — Al parlar del signor dottore vi si cominciò intorno ad udire un concento ed un plauso di tutti, mostrantisi vaghi e desiosi di tal cosa, quanto era possibile di mostrarsi il piú. Per la qual cosa, sendo ogni cosa piena di silenzio, ed io posto in disparte alquanto per udire e giudicare in fine chi piú belle parti, somigliantisi a questa donna, nella sua donna essere facesse vedere, e piú; ecco risorgere, con licenza di tutti, l’antedetto signor dottore, il quale, dopo un brieve riso, cosí ruppe il silenzio e riparlò: — Poiché piace alle Vostre Signorie ch’io colui sia che dia principio a questa donna, io colui sarò, senza ritrarre il piede e senza qui far divieto alcuno al cospetto onorato di voi, e cosí incominciarò. Egli è vero che ufficio a me piú dicevole e conveniente assai sarebbe stato se io di quello, che Bartolo, Baldo, Ulpiano, Paolo, Papiniano e gli altri degnissimi leggisti hanno scritto, m’avesse posto a favellare; ma nondimeno, quando ch’io mi penso d’essere con le Vostre Signorie qui ridutto per mezo di consolazione e di trastullo, io scorgo bene che ’l ragionare anco di quelle cose, che mie non sono come quelle di che parlano gli antedetti dottori, non mi si disdirá nè mi si disconverrá pur un punto. Dico adunque che noi siamo a tal partito, volendo dipingere una bellissima donna senza opposizione alcuna e senza