Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/247

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libro primo 241


non facendo motto nè cenno alcun della compagnia, il signor Giacomo e gli altri vollono che per cortesia fusse contento il signor Pietro di seguitare, ed egli, poiché alquanto ebbe tenuto a terra chinato il viso, tutto festevole incominciò: — I crini il signor dottore; gli occhi, con non so che aggiunta, e la fronte il signor Vinciguerra; ed io vi darò perfetta la testa di questa donna, se le Signorie Vostre non si graveranno d’udire e di prestarmi per poco spazio, ché poco spazio chieggo, le purgatissime orecchie loro. — Tacendo tutti e tutti mostrandosi intenti: — Dal naso — soggiunse il signor Pietro — prenderò del ragionamento mio principio. Questi, se io non erro, riguardevole è tanto in noi, animali razionali, che per aventura non si estimerebbe giamai; e, sí come finte trecce le donne, e gli uomini capelli trovano alle volte per servirsene, ed altresí gli occhi, cosí n’ebbe di quelle giá e di quelli (e forse n’ha in qualche luogo ora) che, senza vero naso veggendosi, appararono un modo di cosí ben attaccarne un falso in quella vece, che vero e naturale egli potè a quale uomo, che vi riguardò e pose cura intorno, apparire anzi che no. Gli egizi, per pena del commesso adulterio, volevano (e chi sa ch’oggi parimenti non vogliano) che l’adúltero fusse stranamente flagellato, e l’adultera senza naso ne rimanesse, nè per altro se non perché la faccia sua in quella parte venisse a farsi deforme e sozza, nella quale massime suol bella e vaga a’ riguardanti mostrarsi. Questo adunque, che si dee dare alla donna, fie, per la mia estima, picciolo, ché invero un grande deforma assai una donna, come mi soviene d’aver giá letto, al tempo ch’io era scolare, in Orazio alla seconda satira, in Mario Equicola in quell’opera ch’ei fece Della natura dell’amore, e, s’io ben mi ricordo, poco fa nell’Ariosto, dove parla delle bellezze d’Alcina; fie, dico, picciolo e graziosamente locato in tanto, che Momo ne lo possa lodare e la invidia non emendare. Ora, spedito cosí brievemente dal naso, scendo a farvi vedere quali deono essere le guance di questa donna. Le guance di questa donna saranno tenere e morbide, assomigliando la loro tenerezza e bianchezza con quella del latte, se non in quanto alle