Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/306

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300 iii - il libro della bella donna


co’ quali esso si trovava ad essere, perché anch’egli non pungesse e non dicesse male d’alcuno, rispose cosí : — Io sono perciò tacito, che ’l maledire altrui m’ha fatto alcuna volta pentire, ma non giá mai il tacere. — Il che poi è da Probo, ne’ Carmi, attribuiti a Catone, e dall’Ariosto, lá dove dei giochi d’Alcina e de’ segreti parla, leggiadramente stato imitato, con dire:

Che raro fu, a tener le labbra chete,
biasmo ad alcun, ma ben spesso virtute.

La maldicenza è tanto odiata dagli uomini che la fuggono, ch’io non lo vi potrei unqua agguagliare a parole. E, se non fosse che ’l proverbio usato dal Petrarca ne’ suoi Dialoghi, cioè «oggi essere meglio ferire Ercole che pur un villano», mi tiene a freno e mi dissuade, io mi andrei aggirando intorno gli essempi, non solo antichi, ma moderni, in provare quanti odii e morti ella suscitati e levati ha ne’ nostri tempi. Ma mi taccio. Chiacchiariera non sará, perché l’avere del parabolano o cicalone chi è che dubiti che piú non disconvenga alla donna che all’uomo? E tanto viene questa sconvenevolezza ad essere magiore, quanto piú sono pregiati ed orrevoli quella e questi. Bisogna sapere, per potersi rattemperare nel parlar nostro, che l’alma e migliore natura, ch’è Iddio, ci ha voluto dare due orecchie ed una bocca; e questo per scoprirci ella che piú le piacerebbe, e le sarebbe piú in grado assai, vederci poco favellare, ed udire piú in servigio ed utilitá nostra. Ma noi non avertiamo a questi secreti, che sono in noi dal cielo infusi, e cosí di berlingare, cinguettare e ciarlare non facciamo mai fine, mai non molliamo, mai non finiamo, dálle, dálle, dálle, dalla matina infino alla sera. Il perché (se vero è ciò che dicono questi fisici: che quel membro, il quale fra gli altri l’animale bruto, l’uccello ed il pesce viene piú ad essercitare, viene anco piú a piacere al palato, come piú saporito, e ad essere piú sano allo stomaco), niuno boccone dee nel vero essere piú piacevole e ghiotto, nè migliore che la lingua nostra... — Anzi, che la lingua delle donne — disse qui l’eccellente dottore, e tacque poi, non avendo quasi interrotto un punto al signor Ladislao. Il quale seguendo: — Io so bene — rispose — come i partegiani