Pagina:Trattato de' governi.djvu/245

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la legge, ma gli magistrati comandino. E questa specie negli stati dei pochi potenti ha quella medesima corrispondenza, che ha la tirannide negli stati dei monarchi, e che ha l’ultimo stato popolare infra gli stati del popolo. E tale modo di governo si chiama potentato1.

E tante sono adunche le sorti degli stati popolari, e dei pochi potenti. Nè qui ci sia nascosto intervenire in molti luoghi, che uno stato, che secondo le leggi non sia popolare, nondimeno sia per l’usanza, e che il modo del vivere che v’è, sia da popolo. E similmente trovarsi in certi luoghi l’opposito, cioè, che uno stato, che abbia leggi da popolo con li costumi, e modi di vivere, sia da pochi potenti. E un tale effetto interviene massimamente dopo le mutazioni degli stati, perchè e’ non trapassano subito: ma amano i cittadini da prima d’avere alquanto di più. Onde interviene, che le antiche leggi vi restano, e che quei cittadini, che hanno mutato lo stato, possono

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più degli altri.



E di qui sia chiaro per le cose dette, che tante sono le specie dello stato popolare, e di quello de’ pochi, perchè egli è di necessità o che tutte le predette parti del popolo nel governo concorrino, o queste sì, e queste no. Quando adunche la parte dei contadini, o di coloro che hanno le facoltà mediocri, è padrona dello stato, allora le leggi hanno forza nel governo, perchè tali, avendo a trarre il vitto dalle fatiche loro, non possono starsi in ozio. Onde facendo tali padrona la legge non vengono a ragunare la concione,

  1. Dinastia, o governo della forza.