Pagina:Trattato de' governi.djvu/251

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


si verifica e nello stato dei pochi potenti, e nello ottimate, e nel popolo; perchè in tutti gli stati quello v’è valido, che pare alli più di quegli, che in detto stato partecipano. Nella più parte adunche delle città il modo dello stato, che ell’usano, si chiama republica; imperocchè la mistione del governo fa conjettura solamente de’ ricchi, e dei poveri, e della ricchezza, e della libertà. E quasi appresso alli più li cittadini ricchi tengono il luogo dei buoni, e delli onesti.

Ma essendo tre cose, che litigano della parità dello stato, la libertà cioè, la ricchezza e la virtù (perchè la quarta cosa, che si chiama nobiltà, conseguita a queste due; conciossiachè nobiltà non è altro che ricchezza, o virtù negli antichi); è però manifesto, che la mistione di queste due cose, dei poveri, dico, e dei ricchi, fa la mistione della republica. E la mistione delle tre fa lo stato degli ottimati; quello, dico, che dopo il primo, e vero stato ottimate le conseguita.

Che e’ sia adunche altre sorti di stati fuori della monarchia, e dello stato dei pochi potenti, e del popolare s’è detto. E quali e’ sieno, e in che e’ sieno differenti l’uno dall’altro gli stati ottimati; e che le republiche che hanno dello ottimate, e che tali stati non sieno molto lontani l’un

no match

dall’altro, è manifestissimo.


Ma in che modo sia composta la republica dispersè dallo stato de’ pochi, e dal popolare, e qualmente ella debba essere constituita, dirò io conseguentemente, e insieme farò manifesto con che termini si diffinisca lo stato popolare, e quello de’ pochi potenti; chè innanzi è da