Pagina:Trattato de' governi.djvu/283

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non sia interamente. Ma essendo la città di due parti composta, cioè di ricchi e di poveri; vaglia però quello che pare ad amendue queste parti, o alli più d’esse. E se queste due parti non concorderanno nei pareri, vaglia allora quello che pare alli più e a quegli che hanno più censo. Sieno verbigrazia questi dieci, e gli altri sieno venti, e concordino in un parere sei dei ricchi, e in un altro quindici dei poveri; e aggiungasi ai poveri quattro dei ricchi, e ai ricchi cinque dei poveri; sia dico in tale caso valido quel parere, e prevaglia agli altri, di coloro dico, che contati insieme in tale modo aranno più censo.

E in caso che e’ riesca pari, stimisi che la sentenza sia dubbia, come è verbigrazia oggidì, se la concione e il giudicio si divide in due parti; che in tale caso allora e’ si debbe o ritrar la sorte, o in altro simil modo si debbe fare. Ma del pari e del giusto ancora che e’ sia difficile cosa a ritrovarne la verità, contuttociò egli è più agevole a conseguire questo per via della sorte, che non è a persuadere quei che hanno possanza d’aver più degli altri; perchè invero chi ha manco sempre cerca d’aver quanto gli altri, e il dovere. E chi ha più, di ciò si cura poco.


Ma essendo gli stati popolari di quattro sorti, la prima in ordine è la migliore (siccome io ho detto innanzi) ed è la più antica di tutte l’altre. Io chiamo la prima, come è, se uno volesse dividere i popoli, e dicesse che ’l contadinesco popolo è l’ottimo. Onde