Pagina:Trattato de' governi.djvu/37

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18 trattato dei governi

scuno si vede questa differenza, che questi cioè sono stati fatti dalla natura per comandare, e quegli altri per ubbidire. E così molte sorti di principati, e di sudditi si ritrovano, e sempre si vede essere migliore l’impero, il quale è sopra i migliori sudditi; com’è, verbigrazia, migliore l’impero sopra l’uomo, che non è quello, che è sopra la bestia: imperocchè migliore opera è quella, che è condotta a perfezione da miglior potenza. E dove uno scambievolmente comanda, e l’altro ubbidisce, quivi apparisce qualche opera. — E in tutti quanti i composti, o sieno eglino composti di parti continue, o di separate, delle quali ne risulti un certo comune, in tutti questi, dico, apparisce una parte, che comanda, e una che ubbidisce: e ciò per ogni natura considerato si trova esser dentro alle cose animate. E ancora negli altri effetti, che non son di vita partecipanti, apparisce un certo impero, com’è nelle armonie; ma tali considerazioni sono da discorsi più esterni. — Ma l’animale, ritornando, è primieramente composto d’anima, e di corpo, delle quai due cose l’una è per natura principe, e l’altra è per natura soggetta; ma quello, che vien da natura, si debbe piuttosto considerare nelle cose, che sono naturali, che in quelle, che sono corrotte, e fuor di natura. Onde è da farne la considerazione nell’uomo, che sia ben disposto e nel corpo, e nell’animo; nel quale ciò si fa manifesto: imperocchè negli uomini cattivi, o che sono cattivamente disposti si trova sovente, che il corpo vi comanda all’anima per istar simili malamente disposti, e fuor dell’ordine della natura. — Puossi pertanto, siccome io ho detto, considerar nell’animale primieramente il principato civile e il signorile; conciossiachè l’anima inverso il corpo l’ha signorile; e la mente inverso l’appetito l’ha civile, e regale. Dove chiaramente si vede,