Pagina:Trattato de' governi.djvu/42

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libro primo — cap. iv. 23

dei conti. — Di qui fia ancor manifesto, che non è il medesimo imperio il signorile, ed il civile; nè gli altri modi di principati, siccome certi si stimano; perchè l’un modo di comandare serve agli uomini, che sono per natura liberi; e l’altro agli uomini, che sono per natura servi. E che il governo della casa è monarchia, o, vogliam dire, governo d’un solo; conciossiachè la casa sia di un solo governata; e che il governo civile sia un principato d’uomini liberi, e uguali. — Conseguita adunque per i detti nostri, che il signore, o padrone, che io voglia chiamarlo, non sia tale per via di scienza; ma perchè e’ sia così fatto da natura. Ed il simile intervenga del libero uomo, e del servo. Può ben essere che e’ si dia qualche scienza che sia da padroni, e qualcuna, che sia da servi. Quella da servi, dico, è siccome è la insegnata già in Siracusa; dove era chi per prezzo ammaestrava i fanciulli de’ servizi che occorrono intorno ai padroni. E tal dottrina si può estendere a più capi, come è all’arte da cuocere, e altre simili specie di ministeri, dei quali certi ne sono più onorati, e certi più necessari. E è in proverbio, l’un servo avanza l’altro, e l’un padrone l’altro. — Queste adunque sì fatte scienze sono servili. E scienza signorile è quella che sa usare i servi; perchè il signore o padrone non ha la sua scienza nell’acquistarsi i servi, ma sì nel sapergli usare. E tale scienza non ha però cosa alcuna di grande, nè di rilevato; bastando che il padrone sappia comandare quelle cose, che dal servo debbono essere sapute eseguire. Onde quei padroni, che possono far senza pigliare una sì fatta briga, propongono un maestro di casa, che abbia l’onore di comandare agli altri servi, ed essi attendono al governo della repubblica, o agli studî di filosofia. Ma l’arte dell’acquistare è diversa da amendue le conte: come è quella, che acquista per