Pagina:Trattato di archeologia (Gentile).djvu/277

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Architettura. 219

Cornelia, è menzionato in Cicerone, in Livio e in altri autori come posto sulla via Appia, fuori porta Capena. E là fu trovato nell’anno 1780 un ipogeo sepolcrale, e in esso un sarcofago contenente i resti di L. Cornelio Scipione Barbato console nell’anno 208 a. C., con un’iscrizione in versi saturnî che ne ricorda le imprese1. Il sarcofago rettangolare di peperino è ornato nella parte superiore da un fregio dorico di triglifi con rosette inserite nelle metope, e sormontato da una cornice a dentelli e con le estremità a volute, come nell’ordine jonico. Il sarcofago è al Vaticano con altre iscrizioni e un busto, forse del poeta Ennio, rinvenuto nel medesimo ipogeo2 (ved. Atl. cit., tav. XXXIX).


II. - PLASTICA.


1. Osservazioni generali. — Presso gli Italici, come pure presso i Greci, le prime forme d’espressione del concetto divino furono semplici simboli, come pietre, alberi, armi, creduti avere in sè del divino3. Le prime vere imagini, secondo la tradizione e per effetto della civiltà più progredita, vennero in Roma dall’Etruria.

I simulacri fittili di Giove, Giunone, Minerva, e la quadriga sul frontone, e tutta la ornamenta-

  1. Ved. S. Ricci, Epigrafia latina, cit., p. 141 e segg. e tav. XXIII-XXV. A tav. XXV e pag. 143 si corregga “quonoro per quorum„ sfuggiti per errore, in “duonoro per bonorum„.
  2. Cfr. Sui sarcofagi romani in confronto coi greci e coi cristiani, ved. Guhl-Engelmann, Matz, Über den Unterschied der griech. und römischen Sarkophage, dall'Archäol. Zeitung, XXV, pag. 16 e segg.; René Grousset, Étude sur l’histoire des sarcophages chrétiens.
  3. Ved. Gentile, Storia dell’arte greca cit., pag. 43.