Pagina:Trattato di archeologia (Gentile).djvu/306

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
248 Arte romana.

artisti insigni. Ora il Pantheon è divenuto degna tomba del primo Re d’Italia una, Vittorio Emanuele, sepoltovi nel gennaio dell’anno 1878. Così la grande opera d’Agrippa traversa i secoli come monumento che la romana grandezza trasmette con lieto auspicio alla rinata Italia. Intorno al grande edifizio s’erano venute accalcando case, casette e botteguccie, togliendogli lo spazio in cui bellamente campeggiare. Si fecero più volte disegni e tentativi di allargamento; ma non ebbero esecuzione compita se non fra gli anni 1881 e 1883 per impulso del ministro Baccelli1. Fu isolato il monumento, trovate reliquie della sua ornamentazione, rimesse in luce le rovine delle terme d’Agrippa, e infine abbattuti gli orecchioni del Bernini.


     3. Il Mausoleo D’Augusto. — Degli edifizî sepolcrali del tempo d’Augusto, rimase famosa la sua tomba, mausoleo, così detto per la grandezza e magnificenza sua, degna di quella della tomba eretta a Mausolo, re di Caria2. Sorgeva nell’ultima parte del Campo Marzio, tra la via Flaminia e il Tevere. Sopra una grandiosa substruzione quadrata posava un edificio rotondo, tutto di marmo che comprendeva le camere sepolcrali; e sopra questo un tumulo a cono, distinto a viali e terrazzi, con piantagioni di cipressi. In vetta al tumulo grandeggiava la statua di bronzo d’Augusto (ved. tav. 54). Il muro esterno circolare del corpo d’edifizio era variato da grandi nicchie. Sulla parte anteriore sporgeva, come nel Pantheon, un pronao exastilo con ampia gradinata. All’uno e all’altro fianco del

  1. Ved. Lanciani, Notizie degli Scavi, 1881, anche per la bibliografia.
  2. Gentile, Storia dell’arte greca, Milano, Hoepli, 1883, pag. 87, 135-138, cfr. Atlante (parte greca) tav. LXIV-LXV; CV-CVIII.