Pagina:Trattato di archeologia (Gentile).djvu/321

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Architettura. 261

di vasti locali e camere poggianti sopra altre camere sotterranee (suspensurae), dove era la fornace (hypocausis) e tutto quanto risguardava il riscaldamento e la trasmissione delle acque calde e del vapore. Al di sopra distendevansi le sale e le celle da bagno, con variissima destinazione: il caldarium o sala per i bagni d’acqua calda, e il frigidarium per quelli d’acqua fredda; il tepidarium, sala per traspirazione mediante riscaldamento; il laconicum, per una più alta temperatura; l' apoditerium o spogliatoio; il destrictorium e l'unctorium per le frizioni del corpo e le unzioni; a cui poi sono da aggiungere cortili da passeggio, vasche da nuoto, sale da conversazione e ricreazione, biblioteche, gallerie. Tutti questi locali erano ornati d’opere d’arte, e non poche delle belle statue giunte fino a noi si raccolsero fra rovine di terme1. Le prime terme erette in Roma credonsi quelle di Agrippa; a cui prossime sorsero poi quelle di Nerone; e in terzo luogo quelle di Tito, delle quali ancor rimangono dei ruderi, dai quali si riconoscono anche tracce di parte degli edifizî della domus

    Ch. Cameron, The baths of the Romains. Londra, 1772; Mirri, Le antiche camere delle terme di Tito, Roma, 1776; id., Descriptions des bains de Titus, Paris, 1786; Ant. de Romanis, Le antiche camere Esquiline dette Terme di Tito, Roma, 1822. Delle Terme di Tito e adiacenze si tratta anche in S. Ricci, La Ξυστική Σύνοδος e la “Curia athletarum„ presso S.Pietro in Vincoli, Roma, 1891, (Bullettino della Commissione Comunale di Roma: Lanciani, ibidem, 1891-1892).

  1. P. es., il celebre gruppo del Laocoonte, ora nel Vaticano, fu rinvenuto nell’anno 1566 in una nicchia di queste stesse terme di Tito; il così detto Toro Farnese, cioè il celebre gruppo di Zetos ed Anfione, Dirce ed Antiope, che ora si ammira nel Museo nazionale di Napoli, fu rinvenuto nell’anno 1546 nelle terme di Caracalla: ved. Gentile, Storia dell’arte greca; op. cit., pag. 171. 176; cfr. A. Häckermann, Die Laocoousgruppe, Greifswald, 1856; Collignon, Histoire de la sculpture grecque, Parigi, Didot, II, 533.