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La civiltà e l'arte a Felsina. 41

rico scudo d’Achille, che pure per mezzo di opere orientali viene illustrato1.


APPENDICE II.


Dell’importanza delle fìbule come dato archeologico nelle età preistoriche, e loro cronologia.


(Ved. Tav. 16).


È tale la quantità e la varietà di questo oggetto d’ornamento che noi possiamo dalla sua forma, grandezza e tecnica indurre l’età degli oggetti archeologici in mezzo ai quali si trova. Il Montelius, già citato, compresa l’importanza storica, per così dire, di questo muto testimonio di età antichissime, tentò di riunirne ben 289 nel suo Atlante della Civilisation primitive en Italie, e di ricostruirne la cronologia. Quantunque non tutti siano d’accordo sull’attendibilità e sicurezza di tali dati, come osservò l’illustre Prof. Pigorini (Boll. di Paletnologia Italiana, 1898), pure riportiamo qui a titolo di curiosità e di confronto l’abbozzo cronologico del Montelius.

Nel suo capitolo d’introduzione al testo, ossia alla spiegazione scientifica delle tavole dell’Atlante (vol. II), intitolato: Evolution de la fibule en Italie, distingue nettamente due grandi classi di fibule, quelle a un sol disco o ad agrafe (tav. I-XX), e quelle a due o a quattro dischi (tav. XXI), che si trovano spesso nell’Italia Meridionale, e più propriamente nelle regioni centrali della Penisola, mancando invece interamente al nord degli Appennini.

Le fibule a un sol disco, che il Montelius poi studia diffusamente nell’Italia Settentrionale, sono da distinguere, secondo il loro grado evolutivo, in quattro serie:


  1. Per i sepolcreti umbro-felsinei, ved. E. Brizio, Monumenti archeologici della provincia di Bologna, nell’opera: Appennino bolognese, descrizioni e itinerari, Bologna, 1881, pag. 208; G. Gozzadini, Sepolcri dell’Arsenale, Bologna, 1875, e Scavi Arnoaldi Veli, 1877; A. Zannoni, Scavi Benacci, nel Bollett. di Corr. Arch., 1875, pag. 177 e 299. Per gli oggetti di questi e di altri ritrovamenti, ved. il Museo Civico di Bologna, che ha una sala speciale pei Monumenti della necropoli felsinea, e cfr. il Catalogo scientifico del Museo dello stesso ch. prof. Brizio. Per la situla istoriata ved. specialmente Scavi della Certosa, atlante, tav. XXXV.