Pagina:Tre tribuni studiati da un alienista.djvu/150

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conservarono quello di presiedere il Senato (Dione Cassio, 55), ed ebbero la presidenza di un certo numero di rioni di Roma (Mommsen, II, 120), il che si può dire vi si perpetui tuttora, come accennammo, sotto altro nome.

Divenne il tribunato una dignità conferita dall’Imperatore, e che si trova già accennata con termini alquanto disprezzativi «umbra nominis», nel Codice Theodosiano, XII, I, 74. Permasero, ad ogni modo, più di 14 secoli.

12. Ritornando ai nostri tribuni, tutti e tre, spesso, tagliarono sul vero; e il vero ha una virtù, una potenza che trascina tutti, anche le masse.

13. Ed ambedue i neo-tribuni non sono geni, nè pazzi, ma mattoidi, che hanno ben più di costoro un’azione potente sulle plebi; poichè la grandezza dei primi e la stranezza di concetti dei secondi, e in amendue il contegno sdegnoso, fuor del comune, e la mancanza di tatto, destano diffidenza, ripulsione e ribrezzo: mentre codesti mattoidi essendo bizzarri ma non elevati nei concetti, anzi sovente più bassi dei comuni, sono, perciò, più accessibili ed accetti alle masse; oltrecchè nel contegno privato, nella vita pratica (quasi la durata della malattia ne ottundesse gli angoli acuti e rendessela più adattata alla esistenza) o sono affatto normali o spesso più abili degli altri: il che lor concilia, maggiormente, la pubblica opinione.

14. Abbiamo vedute le prove recenti del disinteresse di Coccapieller (anche Sbarbaro ha ogni tratto slanci di disinteresse, misti con slanci di avidità), che però poteva qui spiegarsi colla vanità in lui dominante.