Pagina:Tre tribuni studiati da un alienista.djvu/163

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

148

vedo, a prim’occhio, eccezione che per le Pasque veronesi, i Vespri siciliani e il sasso di Balilla) senza la comparsa o l’impulso dei geni, degli alienati o dei mattoidi, che, appunto perchè tali, appunto perchè hanno un organismo e quindi tendenze ben differenti dalle comuni, quando trovino un terreno predisposto, provocano i mutamenti non senza pagarne spesso il fio col martirio, col carcere e con le risate accademiche, e non senza, anche, ricadere nella primitiva legge d’inerzia e lasciar quindi il tempo che trovano, quando essi, come Cola, come Masaniello, come Savonarola, della cui pazzia darò più sotto le prove, siano comparsi troppo presto nel mondo.

Gli è che in essi soltanto si può trovare accoppiata alla tendenza opposta dell’inerzia l’originalità, che è propria dei geni e dei pazzi, e più ancora di quelli che sono l’uno e l’altro insieme, l’esaltazione capace di generare una tal dose di altruismo che valga a sacrificare i proprii interessi e la vita per far conoscere e spesso accettare i nuovi veri al pubblico, a cui ogni innovazione è sempre inaccetta, e che se ne vendica, non di raro, col sangue.

Essi, riunendo la convinzione irremovibile, fanatica, del pazzo, all’astuzia calcolatrice del genio, sviluppano una potenza capace di sollevare in qualunque epoca le torpide masse, stupefatte innanzi a questo fenomeno che appare strano e raro anche ai pensatori e agli spettatori lontani. — S’aggiunga, a renderlo irresistibile, l’influsso che ha già per sè la pazzia nei popoli e nei tempi barbari1.

  1. Vedi Genio e Follia, IV, pag. 177, 185, 122, 180, 229).