Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/217

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trusci,Gente, al dir di Sabellico, più superstitiosa, che pugnace;

[Hetrusci, e lor Religione.]

e dalla quale se venne in Roma la Sella Curule, la Pretesta Veste, i Littori, i Fasci, l’eburneo Scettro, & altre regie Insegne: venne altresì lo Studio, e mirabil Arte de gli Auguri, e quel ludibrio de’ mali Demoni. Quindi s’ha da credere, non meno incalzasse à Trento l’Idolatria sotto la Romana Republica; qual come Arbitra Sovrana tirò nell’essempio di Religione gli altri Popoli. E trà l’Historie quella di Tito Livio fà conoscere, quanto fossero gli antichi Romani Religiosi bensì: ma superstitiosi.

[Roma, come religiosa.]

Essendo vero, che se Roma trionfò del Mondo; di Roma trionfò il Paganesmo. Tempij, Idoli, Oracoli, Riti, Sacrificij, Altari, Auguri, Flamini, Vestali, & altri ministri di falsa Religione riempivano quella gran Città, chiamata perciò da S. Leone Maestra d’errori. Ma, qual sorte di Roma! L’essere sempre stata dominante; e di Ministra d’errori, esser fatta Maestra di Verità, e Capo di Catolica Monarchia;

[Antichi Habiti in Trento quali.]

L’Habito de’ Trentini Popoli è credibile, variasse al Variar de’ Dominij; e ciò maggiormente, che anco sotto un solo medemo Prencipe non è sempre lo stesso Vestir de’ sudditi, e procedere. Essendo vero, che sempre nel Mondo le mode piacquero, & le novità; com’è vero altresì, che nel Vestir, e procedere d’hoggi giorno altro più non è stabile, che l’incostanza.

Io quì non cercarò di far veder Trento in Habito Hetrusco, Gallico, Romano, Gotico, Lombardo, & altre guise, nelle quali compar-