Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/323

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pagar il fio di tanta arditezza, e sceleraggine. Parlo di quelli solamente, che s’eran dati à credere, potersi con rural ferro distrugger le nostre mura erette con tanto di regia spesa; e che un fortissimo Vescovo atterrito dalle minaccie de’ suoi Coloni, fosse per lasciar’ in abbandono di Gente rozza la Città, la Chiesa, gli Altari, e la stessa Rocca.

[Parole del Capitano di Città alla Turba de’ Rustici.] Indi il Capitanio di Città Conte Christoforo di Thunn, rivolto alla Turba rusticana, qual tutta consternata d’animo trema in piedi, disse: Voi, che tanto scioccamente vi lasciaste sedurre à prender l’Armi contro la Città, riconoscete dal Vescovo, e Prencipe Cardinal Clesio il Vostro perdono. Ritornate à i Rastri, & à gli Aratri, e con quest’Armi difendetevi dalla vostra meschinità. Attendete alla coltura de’ Campi, alla qual sete nati, e sappiate vivere de’ sudori di fronte: non più di prede. [Rebuffo del medemo à i Capi di seditione.] Doppo, essaggerando, à i Capi di seditione, e più colpevoli, così rinfacciò: E Voi, che con il più fello, temerario ardire instigaste gli altri à ribellarsi. Voi, che hostilmente assaliste le Rocche, e Vi lavaste le mani del sangue di Nobili. Voi, che accendeste un fuoco di Guerra, che hà havuto incendiar non solo tutto il Trentino: ma i finitimi Popoli, insegnarete hoggi co’l vostro supplicio, quanto sia santa la Fede, che Voi violaste.

[Rustici Giustitiati, e come.] Ciò detto, si venne all’atto di giustitiar’ i Rei, come seguì, altri restando impiccati, e fatti in pezzi, altri decollati. Ad altri fù troncata la lingua; ad altri l’orecchio; ad alcuni le mani, ad altri i Deti. Un tal Zeno di Paho, che si teneva da più d’un Demostene di facondia in subornar gli