Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/505

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Trento. 501

bitanti;quest’essendo chiaro, come da tenue principio si ridusse il Luogo à stato considerabile sì per la qualità del sito, ch’è proprio, come per quella del Clima, ch’è placido. [Riva, e sua origine, quale.] Le Guerre, che à Trento regnaron varie, come si disse, furon causa, che Riva seguisse in parte la fortuna del suo vicino; e perciò, doppo haver provato l’Imperio de’ Romani, si vidde invasa da’ Goti, Alani, Franchi, e Longobardi; sin che finalmente occupata dall’Imperator Carlo Magno circa l’anno del Signore 800. si donò dal medemo alla Chiesa di Trento, per i meriti di S. Vigilio: Così scrive Pincio, come notai, e lo riferisce Innocenzo di Prato. Il che se sia con riserva, si vederà.

[Riva impegnata à’ Scaligeri, e da chi.] Si tenne dunque Riva sotto i Vescovi di Trento dal tempo di Carlo Magno fin’ al Vescovo Giovanni III. che per mantenersi contro i gravi torbidi di Lodovico Bavaro circa l’anno del Signore 1349. la impegnò à’ Scaligeri, de’ quali ne divenne Signore Mastino. Caduti poi dal Dominio i Scaligeri, se n’impadronirono i Visconti sotto Gio: Giovanni Giovanni Galeazzo Duca di Milano circa l’anno del Signore 1388. [Riva, & sue mutationi di Stato varie.] Doppo i Visconti per le Guerre insorte in queste Parti, hebbero campo di prenderla i Venetiani, à’ quali non molto doppo fù ritolta per forza da Filippo Maria Visconte Duca di Milano sù la Condotta di Nicolò Picinino, come notai. Così che, havendovi contribuito aiuti validi il Vescovo Alessandro Duca di Mazovia, restò di nuovo Riva in poter di Trento l’anno