Pagina:Una salita al Monviso.djvu/53

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Appena le altre guide videro il Gertoux sopra questo periglioso passo gli gridarono di badare, di tornare addietro e simili. Le feci tacere osservando, che non era quello il modo di far coraggio a chi si trovava in pericolo. E veramente il pericolo era grande, imperocchè egli procedeva reggendosi per una parte coll’ascella che posava sullo spigolo sopradescritto e dall’altra colle grappe, che col battere a più riprese, ei cercava di far penetrare nel ghiaccio.

Finalmente il Gertoux giunse alla cima orientale. Gli gridammo di cercare nell’uomo di pietra anche ivi eretto dal Mathews i termometri lasciati dal Tuckett. Ed ei trovò i due termometri; ma siccome temevamo, che nel trasportarli si spostasse l’indice di questi strumenti, che sono a maximum ed a minimum, gli ingiungemmo di lasciarli al loro posto.

Ci avvertì quindi che vi era un tubo contenente un foglio di carta e questo gli fecimo facoltà di portarci.

Si avviò poscia il Gertoux per tornare, ed ebbe un momento a trovarsi a cavallo dell’acuto spigolo, che divideva i due versanti di neve, e scendeva con notevole inclinazione. Egli era quindi con mezzo il corpo in aria e nella quasi impossibilità di adoprare il bastone