Pagina:Una sfida al Polo.djvu/180

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174 capitolo xiv.

CAPITOLO XIV.


Tempesta polare.


Gli esquimesi, aizzati dal capo e dall’angekok, e persuasi di aver da fare con un mostro destinato a distruggere tutta la selvaggina polare, parevano ben decisi a muovere all’attacco del treno, quantunque avessero provato già l’effetto terribile delle armi da fuoco.

Niente intimoriti dalle grida e dalle minaccie del canadese, si erano disposti in modo da formare un grand’arco che al momento propizio doveva chiudersi intorno ai due esploracori.

Essendo in buon numero, la vittoria non poteva riuscire difficile, poichè il canadese e lo studente non avevano da difendere il solo carrozzone, bensì anche l’automobile, il quale non offriva una difesa completa, quantunque la capote di cuoio fosse abbastanza resistente per arrestare le freccie.

Non vi era quindi un momento da perdere. Era necessario arrestare la marcia dei pescatori di balene con un fuoco terrorizzante, prima che il cerchio fatale si stringesse.

— Siete pronto, Walter? — chiese il signor di Montcalm, dopo d’aver intimato agli assalitori, per l’ultima volta, di ritornare alle loro capanne e di mettere in libertà Dik, senza aver ottenuto obbedienza.

— Quando vorrete, — rispose lo studente.

— Allora diamo battaglia. Tanto peggio per loro, se subiranno delle perdite crudeli. —