Pagina:Una sfida al Polo.djvu/249

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la carica dei buoi muschiati 243


Proviamo, Walter. Dopo tutto non getteranno in aria il nostro treno a colpi di corna.

Dik!... Armatevi anche voi di un fucile.

— Pronto, signore, — rispose l’ex-baleniere, il quale amava le forti emozioni non meno degli altri.

Mentre si dirigeva verso il carrozzone per prendere la grossa carabina da caccia, il canadese e lo studente erano balzati sul campo di ghiaccio, mettendosi in ginocchio l’uno accanto all’altro.

I buoi muschiati si erano già accorti della presenza di quel mostro a loro sconosciuto, ed avevano arrestata la loro marcia verso la spiaggia, disponendosi su una doppia fila, colle teste basse, come se si preparassero a caricare.

— Che siano veramente così terribili? — si chiese lo studente. — Ora lo sapremo. —

Si volse indietro. Dik giungeva in quel momento portando tre grosse carabine da caccia, già cariche.

— Per Giove!... — esclamò lo studente. — Che tutti i fulmini mi piombino addosso se questa sera non assaggerò un pezzo di bue polare.

Se sarà muschiato come un coccodrillo, tanto peggio per la cucina. —

Mirò con estrema attenzione e fece fuoco. Il canadese lo aveva subito imitato.

Un bufalo, fulminato da una o dall’altra palla, era caduto subito sulle ginocchia, mandando un lungo muggito.

Gli altri rimasero un momento come stupiti, forse un po’ spaventati da quei due spari che forse mai avevano uditi, poi con un insieme fulmineo si slanciarono a corsa sfrenata verso il treno, mentre il loro compagno si rovesciava pesantemente su un fianco, vomitando un torrente di sangue dalla bocca.

Dik aveva mandato un grido: