Pagina:Una sfida al Polo.djvu/263

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la caccia al treno 257

smarrito? Ed i buoi muschiati? Il brutto sarebbe che andassi a battere la mia testa contro le loro corna.

Giove imbecille, aiutami insieme a Venere, a Marte e tutti gli astri che ti accompagnano.

Cerchiamo di orientarci. —

Era assolutamente impossibile prendere una direzione qualsiasi fra quel nebbione che diventava sempre più fitto, intercettando completamente la luce del sole.

Una semi-oscurità che nemmeno l’ice-blink riusciva a vincere, avvolgeva i grandi campi di ghiaccio stendentisi sul golfo.

— Dove andare? — si domandò per la decima volta lo studente. — Proviamo a volgere le spalle alla via che ho seguito finora.... Oh!... Triplice imbecille!... Forse che non ho due fucili per fare dei segnali? —

Ne impugnò uno e lo puntò in aria. Stava per far fuoco, quando un terribile pensiero lo arrestò.

— Stavo per commettere una grossa sciocchezza, — disse, abbassando prontamente l’arma. — Ed i buoi maledetti non accorreranno allo sparo e non mi scaraventeranno in aria?

Walter mio, tu minacci di diventare un vero stupido. Forse questo freddo cane non sarà estraneo al rammollimento del mio cervellaccio di studente poco meno che asino.

Gambe e occhi aperti ed orecchi tesi. —

Il giovanotto girò tre o quattro volte su se stesso non sapendo quale direzione prendere, poi partì a gran passi senza sapere dove potesse andare a finire, poichè la nebbia non gli permetteva di distinguere un oggetto qualsiasi a cinque passi dalla punta del suo naso.

Marciava verso l’automobile o gli volgeva le spalle? Si allontanava dai pericolosi animali o si cacciava proprio sotto le loro formidabili corna?

Quanto avrebbe dato per saperlo!...

17. E. SALGARI - Una Sfida al Polo.