Pagina:Una sfida al Polo.djvu/57

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i due colpi di coltello 51

Due getti di sangue vivissimo irruppero tosto dai due tagli, espandendosi sui larghi petti del yankee e del canadese.

— Buon segno, — disse mister Hall. — Il polmone non è stato toccato.

— Nemmeno quello del signor Torpon, — aggiunse il boxer americano, — almeno così spero.

— Portiamoli a letto.

— Sì, e presto. —

Fasciarono come meglio poterono le due ferite, per arrestare l’emorragia, poi ognuno si prese il suo allievo ed essendo due veri giganti, li trasportarono con non molta fatica in due stanze separate, l’una però attigua all’altra.

In pochi istanti furono spogliati e coricati su dei buoni letti.

Continuando il sangue a trapelare attraverso la improvvisata fasciatura, i due maestri stracciarono degli asciugamani e fecero un nuovo e più stabile bendaggio.

— Ed ora, — chiese mister Patterson al boxer canadese. — Dobbiamo avvertire l’albergatore?

— Sarebbe meglio che voi vi recaste a cercare qualche medico, mister Hall.

Le ferite non mi sembrano gravi, tuttavia non commettiamo delle imprudenze.

In quanto all’albergatore lasciatelo in pace.

Forse ai nostri allievi non piacerà che metta il suo naso nei loro affari.

Conoscete la città?

— A menadito.

— Andate subito, mentre io rimango di guardia. Sono appena le nove ed in qualche luogo potrete pescare qualche medico.