Pagina:Varon milanes.djvu/54

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Canà, o che canà. Ciancie, o che ciancie, e talvolta, o che fasto. È derivato dal Greco κανέω, ovvero da κανύω, che significa vociferor.

Cantir. Legno lungo, e grosso per fabbricare. Non ha dubbio, che questo di peso sia tutto tolto dal Latino, poichè un legno tale vien chiamato da Columella Canterius.

Calchèra. Turba frequente, e tumulto di popolo radunato in qualche luogo. È tolto dal verbo Greco καρκαίρω, qual significa strepo, & commoveo, effetto proprio di simil frequenza di popolo.

Caragnà. Piangere. Vien dal Greco χαρά, id. gaudium per la figura Antifrasi, quasi sine gaudio.

Chilò. In quello luogo. Vien dal Greco χιλός, che significa loculus, quasi diciamo in hoc loculo.

Codon. Un capo grosso. È tolto dal nome Greco kodon, qual significa tintinnabulum, cioè una campana, come che questi capi grossi si assomigliano a tante campane.

Colzè. Scarpa fatta alla grossolana. Viene dal Latino calceus, che significa la scarpa.

Compesà. Sparagnare, servirsene a poco a poco. Viene dal Latino Compenso, as, nè evvi chi ne dubiti.

Copelon, dà di copelon, ed anco di copon. Percuotere sopra la testa. È derivato dal verbo Greco κόπτω, id. percutio. Ovvero diciamo ancora da κοπετός id. planctus, quasi dica, te daroo di copon, cioè ti farò piangere.

Cunà. Fuggir velocemente. Non restarò di