Pagina:Verga - Dal tuo al mio.djvu/203

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E glielo cacciò di fatto in mano, guardando intorno trionfante. Matteo, ch’era stato a vedere dove andasse a parare colla storia del sasso, al vedersi rimasto con quello in mano, scattò, facendo pure l’atto:

— Ora ve la tiro in faccia la parabola!

— Questo non si chiama discorrere — rispose don Nunzio voltandogli le spalle,

Bellòmo ricominciava a gemere e a lagnarsi, con quella faccia gialla, quegli occhi lagrimosi e quelle mani sudice che volevano impietosire la gente:

— Ma io ve l’ho dato il mio lavoro, la mia salute!

— Vent’anni che scavo zolfo sotto terra, e son più povero di prima — strillava pure Nardo, sfoggiando i cenci e la miseria.

— Ma che pretendete infine? Che