Pagina:Verga - Dal tuo al mio.djvu/86

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 70 —

sto — osservò il marchese col suo sorriso ironico di gran signore.

Il povero barone aggiunse chinando il capo:

— È giusto. Sono stato io.... Pagherò.... Sono un galantuomo.

— Siamo tutti galantuomini, quando possiamo. Sentite, don Serafino, cosa vi dice il signor barone? Tornate domani.... No, grazie, non ho più sete....

Il notaio respinse ruvidamente il rosolio che tornavano ad offrirgli, e se ne andò senza salutare.

— Chi volete che abbia sete? — aggiunse Rametta. — Abbiamo tutti la bocca amara.

— È vero, è vero — osservò il cavaliere, e intanto riempiva di dolci le tasche ai pargoletti, scusandosi: — Loro, ragazzi, non capiscono niente.... Buona notte.... Mi dispiace proprio....