Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/193

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La vocazione di Suor Agnese 185

di voci note e care, un ronzìo nelle orecchie, uno sbalordimento, e lui, quel giovine, col sorriso già bell’e preparato, e la destra nel panciotto, e l’occhiata tenera che sembrava sfuggirgli suo malgrado, in mezzo ai suoi parenti, al di là della soglia del portone spalancato....

Le avevano pure fatto una gran festa all’uscire dal monastero, tutti i parenti, anche quelli di lui. Il babbo era tanto contento quella sera! I dispiaceri e i bocconi amari se li teneva per sè, il poveretto. Per gli altri invece aveva fatto preparare dolci e sorbetti che Dio sa quel che gli erano costati. Dio e lui solo! E nessun altro. — Nè la ragazza per cui si faceva la festa, nè il giovane che le avevano fatto sedere allato. — Se don Giacomino avesse sospettato in quel momento quanti pasticci c’erano in quella casa, e come la dote che gli avevano promessa tenesse proprio al filo della buona o cattiva annata, avrebbe preso il cappello e sarebbe andato via, senza curarsi di far più l’innamorato.

E sarebbe stato meglio; chè allora la giovinetta non aveva ancora messa tutta l’anima sua in quel giovine, al vederlo tutti i giorni, quasi fosse già uno della famiglia, che veniva a farle visita, quasi anche