Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/206

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
198 Don Candeloro e C.i

e ringraziava la Divina Provvidenza. — Che le mancava, grazie a Dio? Mentre fuori, nel mondo, c’erano tanti guai! — Col buon esempio, e simili belle parole, confortava pure quelle novizie che in convento ci venivano tirate proprio pei capelli, senza vocazione. Una di queste però, maleducata e villana, le rispose un bel giorno chiaro e tondo:

— Sapete com’è? La mia vocazione è di sposare don Peppino Bèrtola, per amore o per forza.