Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/227

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search







Quante volte, nei drammi della vita, la finzione si mescola talmente alla realtà da confondersi insieme a questa, e diventar tragica, e l’uomo che è costretto a rappresentare una parte, giunge ad investirsene sinceramente, come i grandi attori! — Quante altre amare commedie e quanti tristi commedianti!

Ho visto la commedia del dolore al letto di un’agonizzante. Un caso di corte d’Assise, se era vero, come dicevano i vicini, che Matteo Sbarra non moriva, no, di un calcio di mulo; ma fosse stato il compare Niscima che l’aveva ucciso a tradimento, con una badilata nella testa, quando seppe di quell’altro tradimento che Matteo Sbarra gli faceva con la moglie — un compare, un amicone che spartiva con loro il pane e il lavoro, e si sarebbe fatto ammazzare per