Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/89

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La serata della diva 81

stanzino, scegliendo i fiori da mettere da parte, cedendo il posto ai nuovi visitatori, dando sottovoce degli ordini alla cameriera, la quale affrettavasi a riporre i regali che brillavano sulla tavoletta, segnati da biglietti da visita. Macerata, che covava cogli occhi da un pezzo il suo, non seppe tenersi dal protestare:

– Come?... Senza farceli neppure ammirare?... Senza “farci vedere il cuore degli amici?...„

Gli astucci allora passarono di mano in mano, ammirati, lodati, sotto gli occhi sospettosi della cameriera, la quale si teneva ritta presso la cortina che nascondeva il fondo del camerino. Si ripetè un altro coro di esclamazioni:

– Bello! – Elegantissimo! – Stupendo! – Il banchiere insisteva sull’intenzione che esprimeva il suo dono, uno spillo a ferro di cavallo di brillanti. – “Per dare un bel calcio alla jettatura!„ – Nella confusione poi alcuni dei biglietti che accompagnavano al dono il nome del donatore andarono smarriti, prima che la diva si fosse degnata di accorgersene. Un magnifico vezzo di perle non si sapeva più da chi fosse stato offerto.

– Eh, giacchè siete tanto indiscreti.... Sono stato io, là! – disse infine Barbetti.