Pagina:Verga - Novelle, 1887.djvu/181

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del castello di trezza 171

una polca che aveva promessa al signor Luciano, il quale la cercava da mezz’ora.

— Alfine! le disse scorgendola. — E la nostra polca?

— Ci tiene proprio?

— Molto.

— Se la lasciassimo lì?

— Povera polca!

— Francamente, sa.... Ella racconta così bene certe storie, che non l’avrei creduto un ballerino cotanto arrabbiato....

— Ci crede dunque alle storie?

— Ma secondo il quarto d’ora.

Il silenzio era profondo; il vento cacciava le nuvole rapidamente, e di tanto in tanto faceva stormire gli alberi del giardino; il cielo era inargentato a strappi; le ombre sembravano inseguirsi sulla terra illuminata dalla luna, e il mormorio del mare e quel sussurrio delle foglie, sommesso, ad intervalli, a quell’ora aveano un non so che di misterioso. La signora Matilde