Pagina:Verga - Novelle, 1887.djvu/224

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214 le storie

chio di rovine la splendida e forte dimora di signori i quali, al tempo di Artale d’Alagona, aveano sfidato impunemente la collera del re, e sembravano avervi impresso una stimmate maledetta, che dava una misteriosa attrattiva alla leggenda, e affascinava lo sguardo della signora Matilde, mentre ascoltava silenziosamente.

— E di quell’uomo? domandò improvvisamente, di quel giovanotto che per sua disgrazia non era morto cadendo nel trabocchetto, e che vi agonizzava lentamente, cosa ne è avvenuto?

— Chissà? Forse il barone avrà udito ancora dei gemiti soffocati, o delle grida disperate che imploravano la morte, forse dopo alcuni giorni, si sarà sentito il lezzo del cadavere da quella specie di pozzo, forse avrà voluto prevenire che ciò avvenisse, — vi fece gettar della calce viva, e non si sentì più nulla.

— È una storia spaventosa! mormorò