Pagina:Verga - Novelle, 1887.djvu/240

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230 le storie

mante, ma senza chinare gli occhi dinanzi al brusco cipiglio del marito, rimandatemi al convento dal quale m’avete tolta, poichè sono tanto scaduta dalla vostra stima!

— Che vuol dir ciò? — borbottò Don Garzia, — e chi vi ha detto di esser scaduta?

— Come va dunque, che vi rispettiate così poco voi stesso, da scendere sino alla Mena?

Il barone stava per attaccare una mezza dozzina di quei sacrati che facevan tremare il castello sino dalle fondamenta, ma si contentò di sghignazzar forte:

— Da quando in qua, madonna, al castello di Trezza le galline si permettono di alzar la cresta? Badate a covarmi dei baroni, piuttosto, com’è vostro dovere, e lasciatemi cantar mattutino e compieta secondo il mio buon piacere.

La baronessa l’indomani s’era levata pallida e sofferente, ma cogli occhi luccicanti di un insolito splendore; sembrava rassegnata, ma di una rassegnazione cupa,