Pagina:Verga - Novelle, 1887.djvu/248

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238 le storie

voce e parola, sembrava gridare da tutte le sue membra e da tutti i suoi pori, e il paggio osava fissare per la prima volta su quella sovrana bellezza, delirante in segreto e che faceva delirare, i suoi begli occhi azzurri, scintillanti di luce insolita.

— Corrado! esclamò ella all’improvviso, con voce sorda e interrotta, come perdesse la testa; tu che la conosci.... tu che sei uomo... dimmi se cotesta mugnaia.... è bella... s’è più bella di me.... Oh dimmelo! non aver paura....

Il giovanetto guardava affascinato quella donna corrucciata, fremente, gelosa, rossa di onta e di dispetto, bella da far dannare un angelo; impallidì e non rispose: poi colla voce tremante, colle mani giunte, con un accento che fece scuotere e trasalire la sua signora, esclamò: — Oh.... abbiate pietà di me!... madonna!...

Ella gli lanciò un’occhiata fosca, senza sguardo, e si allontanò rapidamente, fug-