Pagina:Verginia.djvu/10

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ATTO

Chi mira el mio signor notare in mare,
     Et romper l’acque col purpureo petto,
     Chi lo rimira un corsier cavalcare,
     Et girarlo ne l’aria a suo dispetto
     Chi lo rimira, o correre, o saltare,
     Cacciar le fiere o giostrar per diletto
     D’amarlo ha gran ragion, che queste prove
     Havren forza a levar sua sposa a Giove.

La chioma sua par quella d’Absalone,
     Di Ganimede el suo purpureo volto,
     Come chi rose infra viole pone,
     O qual rubino in bianco avorio avolto,
     Et per accrescer piu mia passione
     El poterlo vedere anchor m’è tolto,
     Che di qui sta lontana esta mia stella
     Col Rè Alphonso in Parthenope bella:

Ma chi è questo che dal destro corno
     Attraversa la via pronto & veloce?
     Ne si cura s’el Sole, a mezzo el giorno,
     Con impeto maggiore avampa & coce?
     Parlarli intendo, o mio Corriere adorno
     Ascolta alquanto la mia debil voce,
     Et dammi s’io ne son degna responso,
     Che fa la corte, & che fa el Re Alphonso?

Corriere.


Madonna presto la risposta spaccio
     Ch’el gran camin c’ho affar mi sprona & frange