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S E C O N D O. 18

L’altra volta a non radermi hebbi errato,
     Hor pur mi voglio i capel rasettare,
     El labbro ho grosso haverlo ritirato,
     Stringermi in mezzo, & del galante fare:
     Et per mostrar d’haver ben lagrimato
     Con la sciliva vo gliocchi bagnare,
     Et veder con sospiri, & mente calda
     Far di me innamorar questa ribalda:

Gos.Anchor profumi stolto & scelerato
     A venire appicchiar la porta mia?
     Ruf.Beata te se tu m’havrà ascoltato
     Se da te letta tal lettera fia.
     Gos.Va via traditor vil, che sia squartato
     Ruf.Apri per gentilezza anima mia
     Gos.S’al dipartir non hai la gamba presta
     Io ti daro con questa in su la testa.

Ruf.Vecchia ribalda d’antichristo madre,
     Aspettami sta notte, & ti conforta
     Che qui verrò con gente armata a squadre
     Et brucerotti la casa & la porta:
     Et strascinar farò tue membra ladre
     In fiume, poi ch’a stenti io t’havrò morta,
     Ne ti torrà dal mio furore insano
     Giove se ben ti tenessi per mano:

Ruf.Principe in fine io non ci trovo verso
     Questa vecchia ribalda, è ostinata


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