Pagina:Verginia.djvu/87

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Q U I N T O 42

     O per farmi morir se a la tua pace
     Non son, buona, son buona a la vendetta.
A me forza è voler quel ch’a te piace,
     Poi che a l’effigie tua ch’el cor m’invola
     M’ha dato in preda amor cieco, & fallace:
S’altro non cerchi che mia morte sola,
     Ecco al tuo ferro termin di mie pene
     Offero el petto & offero la gola.
Se tu vuoi gliocchi che mia fronte tene,
     Io me gli caverò; se ’l sangue vuoi,
     Io stessa m’aprirò tutte le vene:
Fammi gettare in mar, se a pesci suoi
     Vuoi ch’io sia cibo, o mie membra languenti
     Fa stracciar da li uccelli impasti tuoi.
Et se questo non basta, in fiamme ardenti
     Fammi porre & ridurre in cener pia,
     Et la cener dipoi gettare a venti.
Ma pria che devorata, o arsa sia,
     Aprimi el cuore innocuo, & senza vitio
     Vedrai ch’el nome tuo scritto in quel fia.
Per dar di tanto amor piu certo inditio,
     Et contentarti o mio terrestre dio
     Ti fo di questo corpo sacrifitio.
Poi ch’una volta tua faccia veggo io
     Uccidimi se sai che le tue braccia
     Saran grato sepulchro al corpo mio.
Et se pur vuoi sepulchro a me si faccia
     Di visitarlo, & dire infelice ossa
     Requiescite in pace al men ti piacia.


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