Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/216

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202 il cantico di debora.


     Sorgi, Debora, sorgi, il canto intuona;
Sorgi, Debora, all’inno impenna il vol;
     Sorgi, Barac fedel; sorgi, imprigiona
70I vinti tuoi, d’Abinoàm figliuol.

     In salvo d’Israel sono gli avanzi;
Co’ servi suoi l’Altissimo pugnò;
     Ei che col braccio d’Efraìm pur dianzi
D’Amalecco le file esterminò.

     75Uscì da Beniamino altro leone,
Pur terror di Amalèc: mandò Machir
     I suoi prenci alla pugna; e Zabulone
I duci ad Israel scese ad offrir.

     Venne Issacàr: nè scolorossi in viso
80Barac, il forte, delle trombe al suon.
     In contrari voler Ruben diviso
Fra’ suoi prodi agitò vane tenzon.

     Che stai, che stai fra due confini assiso,
Mandrïan delle gregge intento al suon?
     85In contrari voler Ruben diviso
Fra’ suoi prodi agitò vane tenzon.

     Oltre il Giordan guardò vilmente il nido
Galad, nel Dan le navi sue lasciò;
     Del mare si ritenne Àser sul lido
90E ne’ porti al terror schermo cercò.