Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/301

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saffo a faone. 287


     Progne il figliuolo, i suoi traditi amori
Saffo lamenta: tutto il resto tace
225Per entro il velo de’ notturni orrori.

     Sorge non lungi limpida e vivace
Una fontana; se la fama è vera,
228Una Dea nelle belle acque si piace.

     Antico loto, che una selva intera
Co’ rami adegua, è tetto alla sorgiva
231Coronata di verde primavera.

     Mentre vinta dal sonno in sulla riva
L’inferme membra adagio, al mio cospetto
234Stette del loco la temuta Diva.

     Stette e mi disse: poichè t’arde in petto
Non corrisposto amor, volgi il tuo passo
237Volgi all’Ambracia, e pace io ti prometto.

     Di Leucade colà sorge il gran sasso
Sacro al vindice Apollo: interminato
240Spuma il mar d’Azio e romoreggia al basso.

     Deucalïon di Pirra innamorato
Di là gittossi e lo raccolse illeso
243L’onda soggetta. Come volle il fato