Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/336

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CARMI SEPOLCRALI


d'ignoto autore

dall'Antologia latina del Burmann.

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A MARCO LUCCEIO FIGLIO DI MARCO.

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    Mentre io piangea la subita partita
Del mio nepote, lamentando il frale
3Fil dalle Parche ordito alla sua vita;

E da lento gemea fato mortale
Tronco il fior de’ suoi giorni, ed un cordoglio
6Sentìa qual mai non conturbommi eguale,

    Me desolato, me tradito e spoglio
Di ogni gioia gridando, e commovea
9Co’ pianti miei qual è più duro scoglio;

    Della notte al cader, quando splendea
Rugiadoso Lucifero, e sull’orma
12Dell’alato corsier l’aure fendea,