Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/348

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334 in morte di marco antonio dalla-torre.


    E perchè tutto in lagrime e lamenti
Non ti sciogliessi, come si discioglie
15La brina a’ pluvïali austri tepenti.

    Grido è diffuso che in crudeli doglie
Tu te ne viva pel fratel giocondo
18Tratto anzi tempo alle funeree soglie;

    Nè più t’allevii degli affanni il pondo
Molle sopor; ma triste a’ mattutini
21Nascenti albori e quando tace il mondo,

Irato a’ sordi immobili destini,
Lui che il cielo ti fea tanto lontano
24Cercar dolente per tutti i confini;

    Quale Lampezie lungo l’Eridàno
Ansïosa cercava il suo Fetonte,
27Se antichissimo canto non è vano,

    Sette dì non gustò cibo nè fonte;
E sette notti d’ogni tregua schiva
30A dolce sonno non piegò la fronte.

    E quante volte ansante e semiviva.
Chè la lena al desio più non risponde,
33Smorta cadea sulla deserta riva,