Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/356

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342 in morte di marco antonio dalla-torre.


    Aggiungi a tanto danno il gel, l’arsura
E lo sciame de’ morbi, onde soccorso
183Pur sempre implora la mortal natura.

    Noi poi sciogliendo a’ desiderî il morso
Ci crescemmo i dolor; stirpe demente,
186Che sempre in mal precipita il suo corso.

    Quindi gli odî e le bieche ire cruente,
E mille vie per frode o tracotanza
189Schiuse all’eccidio dell’umana gente.

    Pur fra cotanti mali una speranza
Vien che consoli chi dirizza l’ale
192De’ suoi desiri a più sicura stanza.

    Perocchè quando solvesi dal frale
Bella di merti un’anima, al superno
195Regno tantosto giubilando sale

    E si tranquilla nel soggiorno eterno
De’ numi e semidei; là dove aprile
198D’estate ardor non teme o gel di verno;

    Ove tace ogni brama, ove il suo stile
Lascia fortuna, ove il dolore ha fine,
201Ne più volge le sorti un vulgo vile;